Il privilegio di essere ingegnere
Gran professione quella dell'ingegnere! Con l'aiuto della scienza ha il fascino di trasformare un pensiero in linee di un progetto per realizzarlo poi in pietra o metallo o energia. Quindi creare lavoro e case per gli uomini elevando il tenore di vita e aggiungendone conforto.

Questo è il grande privilegio dell'ingegnere e anche il grande rischio perché le sue opere, a confronto di quelle di altri uomini e professionisti, sono all'aperto, sotto lo sguardo di tutti.

I suoi atti – passo, passo - sono di dura materia.

L'ingegnere:
- non può seppellire i suoi errori nella tomba come i medici;
- non può trasformare i suoi errori in aria sottile o darne colpa ai giudici come gli avvocati.
- non può coprire i suoi insuccessi con alberi o rampicanti come gli architetti,
- non può riversare, come fanno i politici, gli errori sugli oppositori sperando che la gente dimentichi.

L'ingegnere, semplicemente, non può negare quello che ha fatto e viene condannato se l'opera non regge.

D'altra parte, in contrasto con quella dei medici, la sua non è vita in mezzo ai deboli, né la distruzione è il suo scopo, come per i militari, e le contese non sono il suo pane quotidiano come per l'avvocato.

All'ingegnere compete rivestire di vita, conforto e speranza lo scheletro della scienza.

Con il passare degli anni senza dubbio la gente, se mai lo ha saputo, dimentica l'ingegnere che ha costruito. Qualche politico avrà posto il suo nome o quella sarà stata attribuita a qualche promotore che ha fatto uso del denaro altrui.
L'ingegnere, con una soddisfazione che poche professioni conoscono, gode dei benefici senza fine che scaturiscono dai suoi successi: il verdetto dei suoi colleghi è il solo titolo d'onore che egli desidera. 

(Herbert Hoover, Ingegnere, Presidente degli USA dal 1928 al 1932



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