Pur non ... Condividendo
Giusto per disquisire
Professione? Incompetente
 
Il riferimento è a quella categoria di lavoratori che si definiscono specialisti esperti in una data materia e, invece, si scopre che solo poco tempo prima si occupavano di tutt’altro e, quindi, non possiedono i minimi requisiti necessari. Nei casi meno fortunati, purtroppo molto frequenti, gli ignari clienti/fruitori/utenti non riescono a scoprire la magagna in tempo e incorrono in guai anche molto seri a fronte di onorari salatissimi.
Potrebbe pure capitare, visti i tempi grami, che ci si arrangi a svolgere un lavoro diverso da quello ideale perfettamente conforme alle proprie attitudini (e ai propri saperi), pur di “portare a casa la pagnotta” ma non ci si riferisce affatto a questa tipologia di persone che, al contrario, sono da apprezzare e incentivare a trovare al più presto la giusta dimensione professionale.

Al contrario, si vuole sottolineare l’aberrante situazione di certi sedicenti luminari e altre figure pseudo autorevoli che, arrogandosi chissà quali diritti, pretendono di fare qualsiasi cosa al solo scopo di accumulare più profitto possibile, pur essendo completamente a digiuno delle giuste – e necessarie – competenze. Qualche esempio? Ce ne sono fin troppi! Si pensi ai “tele-politici”, che trascorrono il loro tempo, profumatamente retribuito, negli studi televisivi piuttosto che in Parlamento, neanche fossero attori o presentatori! Si considerino – senza fare nomi – i proprietari di importanti poli industriali che nascono, ad esempio, produttori tessili e si ritrovano a gestire reti stradali... Oppure si esaminino le commistioni fra la magistratura e, sempre lei!, la politica. O, ancora, che pensare di tutti quegli importanti esponenti afferenti la scienza, la ricerca, la letteratura che s’improvvisano esperti di energia, telecomunicazioni, economia? Insomma si può dire che, per mutuare le parole di un comico famoso, prospera l’altrismo ovvero inventarsi altre mansioni per percepire altri compensi e non prendersi le responsabilità attinenti alla propria effettiva abilità.

E qui si arriva alla nota più dolente: puntare il dito contro quegli imbroglioni che, essendo bravi solo a chiacchierare, provengono da dubbi percorsi formativi e, repentinamente, fiutano qualche affare e si autobattezzano “consulenti” di questa o quell’altra disciplina, riempiendosi la bocca di sciocchezze e gonfiandosi il petto di inopinata sicumera verso chiunque e, particolare allucinante, spesso contro gli stessi clienti il cui unico ruolo ufficiale, evidentemente, è quello di saldare le parcelle e sollevare meno fastidi – leggasi domande e richieste di pareri – possibili. E, per reggere il loro castello di carte, spesso quei “consulenti” giocano a sentirsi gli unici depositari della scienza, infusa loro da qualche divinità estremamente selettiva. Logico, quindi, che ritengano di dispensare le loro stille di saggezza con minuziosa parsimonia, previa generosa elargizione degli inferiori ignoranti.

Costoro, in realtà, sono lontani anni luce dallo svolgere le mansioni del consulente veramente preparato, non solo perché, spesso e volentieri, non possiedono che qualche nozione di base acquisita per osmosi durante la loro “neo-carriera” da poco iniziata, ma anche per il fatto, di certo più importante, che disconoscono la profonda etica del vero consulente, ossia ascoltare attentamente le esigenze del proprio cliente e cercare di condurlo ad una maggiore consapevolezza e autonomia decisionale grazie all’esperienza specifica effettivamente maturata nel campo.
Come riconoscere, dunque, un consulente scorretto da uno veramente utile alla causa? Innanzitutto bisogna fare molta, moltissima attenzione a quegli “esperti” che tendono a fare teorie o ragionamenti astrusi, usando linguaggi incomprensibili e, come si suol dire, salgono in cattedra con fare paternalistico. Agire in tal modo indica che stanno mettendo in atto una strategia d’attacco, in modo da intimorire il cliente per farlo sentire sprovveduto e disincentivarlo ad esprimere eventuali – logiche e giustificate – perplessità. Occhio, poi, a chi tende a lavorare il meno possibile, rispondendo con un reiterato “questo non ci è stato richiesto” ad ogni sollevamento di eccezione da parte del committente, mostrando un atteggiamento sprezzante ed ostentatamente borioso: la verità è che non sa aggiungere null’altro a quel poco che ha già pedissequamente sbobinato come da (suo) copione. Per finire, si può dire una frase a effetto, ma di sicura efficacia, che definisce alla perfezione le caratteristiche del vero consulente: egli è quel professionista che ti aiuta a non aver più bisogno di lui e, quando ci sarà riuscito, tu vorrai continuare a rivolgerti a lui ancora più volentieri perché avrà conquistato la tua piena fiducia.


Powered by JustAdvanced